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26 de setembre |
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| Aquest article encara no està disponible en català. Si vols promocionar-te com a traductor, pots traduir-lo i nosaltres posarem el teu nom en la nostra web. A més a més, tu podràs fer servir aquesta pàgina com traducció demo i enllaçar-la al teu web personal. Llegir tot... Premessa: se si cerca di rispecchiare il più possibile le caratteristiche di posizionamento del “brand”, a mio giudizio, uno dei problemi più spinosi è conciliare l’aspetto tecnologico, con quello ironico-creativo ed entrambi con il fatto che l’italianità del marchio deve essere una sua caratteristica fondamentale e immediatamente riconoscibile. In questo senso si può tentare di attingere al modo dell’arte e – soprattutto – dell’architettura, un ambito che si situa perfettamente a metà tra scienza, tecnologia e creatività. Per questo ho apprezzato: Arcovolta, Atuttosesto, Sestacuto Girandola e Giravolta che hanno il pregio di sottolineare l’elemento di ironia che è un po’ carente nei vocaboli tecnici sopra ricordati. L’altro nome che trovo molto convincente é: Cabiria che in un certo senso racchiude un po’ tutte le caratteristiche richieste, avendo il solo difetto di essere pienamente intellegibile solo dagli appasisonati di cinema di un certo livello (anche se, a onor del vero, “Le notti di Cabiria” di Fellini è abbastanza noto… sicuramente più del capolavoro di Pastrone-D’Annunzio). (...) Per il discorso sull’architettura di cui sopra suggerisco: ChiavediVolta e Boccascena quest’ultimo, in particolare, è sia un elemento che architettonicamente si pone come tramite tra due mondi differenti, che un vocabolo contenente l’elemento “bocca” – quanto mai legato alla sfera della comunicazione. Tra l’altro vale ricordare che il boccascena è frutto dell’ingegno italiano…! Buontalenti grande architetto cinquecentesco che ha il pregio di avere un “nomen-omen” che può servire come ironica rivendicazione delle qualità dei traduttori. Il difetto di Buontalenti è di non essere un personaggio notissimo. Famosissimo è invece certamente il suo contemporaneo Andrea Palladio, di cui si può utilizzare l’aggettivo: Palladiano o Palladiana Sempre nel segno dei geni italiani, in questo caso, noti ma non troppo, si può optare per il grandissimo matematico medievale: Fibonacci il cui nome, al suono, sembra un aggettivo ironico-dispregiativo… In più ha il pregio (almeno in Italia; da voi non so…) dell’”effetto Carneade”, cioè di essere uno di quei nomi che tutti hanno sentito almeno una volta, ma che solo pochi riescono a collegare immediatamente al personaggio. Il che favorisce la “sosta” sul nome da parte di chi lo incontra in mezzo a tanti altri… Un’altra strada da voi – mi pare di capire – poco seguita (magari scientemente…) è quella delle “locuzioni efficaci”: 2 o 3 parole che esrimono un concetto o rimandano a contesti noti o comunque abbastanza definiti. La cosa più ovvia per sottolineare l’italianità dell’”emblema”, come lui l’avrebbe chiamato, mi è sembrata rivolgermi a Padre Dante. La sua opera: DeVulgari ha il pregio di rimandare immadiatamente alle lingue differenti, oltre ad essere “parente stretto” del verbo “divulgare” che in qualche modo è legato al concetto di traduzione. Nella Commedia ho trovato altre locuzioni molto interessanti che hanno il pregio di possedere sonorità e assonanze particolari:
Tutti evidentemente sono più o meno pertinenti alla sfera del pensiero o della comunicazione – orale, scritta o simbolica. Devo dire che, in particolare, “CiS’Ingegna”, non so se esprima bene le caratteristiche del progetto, ma certamente si attaglia molto bene a quanto stiamo facendo ora…”
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