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12 de Diciembre |
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| Este artículo no está aún disponible en castellano. Si quieres promocionarte como traductor, puedes traducirlo y nosotros pondremos tu nombre en nuestra web. Además, podrás usar esta página como traducción demo y enlazarla a tu web personal. Más información... Image via Wikipedia Data la semplicità di utilizzo di VirtualBox, ho deciso di fare degli esperimenti con sistemi operativi Linux, in particolare CentOS 5.5 e Ubuntu Netbook 10.10 (maverick). CentOS è il sistema operativo su cui è installato il programma di gestione ]project-open[ nella sua versione su macchina virtuale. Normalmente si dovrebbe usare VMWare Server o VMWare Player (entrambi gratuiti per Linux e Windows) per avviare la macchina virtuale, ma pare che la versione del software per Mac sia VMWare Fusion, a 49.99 $. Decido quindi di documentarmi in rete e scopro che VirtualBox è compatibile con i dischi virtuali .vmdk. Infatti, creo una nuova macchina virtuale tramite la comoda procedura guidata di VirtualBox, selezionando come sistema operativo un Linux 2.6 generico, in assenza di una configurazione specifica per CentOS. Assegno una dimensione di 512 MB per la RAM e nel passo successivo seleziono Usa disco fisso esistente, scegliendo il file project-open-v34.vmdk che ho estratto dal file zip principale. A questo punto, il gioco è fatto. Avvio la macchina virtuale e sembra che funzioni tutto correttamente, fatta eccezione per l'ambiente grafico X Window, perché non correttamente impostato. Spero di risolvere il problema installando le Guest Additions di VirtualBox. X server riesce comunque a riconfigurarsi automaticamente, ma mi permette una risoluzione massima di 800x600 solamente. Le Guest Additions sono dei componenti aggiuntivi che permettono di ottimizzare il sistema virtuale (integrazione del cursore del mouse, supporto video migliorato, condivisione di cartelle, finestre e appunti, ecc.), ma a quanto pare CentOS non ammette la loro installazione automatica, quindi trovo su internet questo interessante tutorial: http://digitizor.com/2009/05/26/how-to-install-virtualbox-guest-additions-for-a-linux-guest/ L'installazione riesce perfettamente, riesco anche a configurare da linea di comando una cartella condivisa e a montarla, con il comando: mount -t vboxsf share /media/dati_mac dove "share" è il nome assegnato alla cartella condivisa in VirtualBox e /media/dati_mac è la cartella di Ubuntu che le si collega. Purtroppo, l'ambiente grafico continua ancora a darmi qualche problema. Per adesso sospendo l'esperimento e passo a cimentarmi con un'installazione di Linux from scratch. Come accennato prima, scelgo Ubuntu Netbook, una distribuzione capace di funzionare bene anche con poca memoria RAM, e su cui si trova facilmente documentazione e supporto online. Scarico il file iso dal sito ufficiale di Ubuntu (ubuntu-10.10-netbook-i386), che va montato come CD di installazione. In VirtualBox seguo la procedura guidata come prima, ma creando un disco di avvio nuovo da 8 Gb. Quando avvio la nuova macchina virtuale per la prima volta, si apre un'ulteriore procedura guidata che mi consente di scegliere l'immagine del disco di installazione di Ubuntu che ho scaricato per far partire l'installazione. La configurazione del sistema è abbastanza semplice, in pochi minuti la nuova macchina virtuale è pronta. Scarico subito gli aggiornamenti del software e installo le Guest Additions. Questa volta l'installazione si può avviare automaticamente, ma il sistema mi restituisce un errore che mi dice di consultare il log, che riporta: Run 'make oldconfig && make prepare' on kernel src to fix it. Tuttavia neanche questa soluzione pare quella giusta. Intanto l'installazione è andata avanti e al riavvio lo schermo supporta una risoluzione maggiore, ma non riesco a configurare la condivisione delle cartelle. Provo a riprodurre la procedura suggerita di nuovo da Digitizor, qui http://digitizor.com/2009/06/17/install-linux-build-and-kernel-headers-for-ubuntu-debian/ e ripeto l'installazione automatica, questa volta senza errori. In generale questi esperimenti sono stati molto interessanti e mi hanno permesso di scoprire le enormi possibilità offerte dalla virtualizzazione.
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